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Penelope - Canti d'attesa

Interpretazione, Regia e Scrittura Coreografica
Paola Vezzosi

Disegno Luci
Paolo Magni Areazeronove - Firenze

Allestimento scenico
Paola Vezzosi

Produzione
ADARTE Associazione Danza ARte Teatro/ VERSILIADANZA/Regione Toscana


Lo spettacolo è stato inserito all’interno del Progetto Internazionale elaborato dall’Associazione Versiliadanza con Susanne Linke una delle massime esponenti del Tanztheater tedesco. La collaborazione tra ADARTE e VERSILIADANZA che ha dato vita a questa coproduzione, nasce a seguito della partecipazione di Paola Vezzosi come danzatrice alla creazione di Susanne Linke “Assaggi di potere- Macht das Was?” prodotto da Versiliadanza nel 2004

Lo spettacolo si snoda intorno a storie di donne in attesa.
L’attesa dinamica incarna un’attitudine e un punto di forza profondamente connaturati all’indole della donna, creatura idonea per natura ad essere artefice e custode del processo di gestazione, attesa produttiva per eccellenza.
Figura letteraria di riferimento è Penelope, donna che vive per anni nel dolore di un’assenza, ma nel progetto di una nuova vita, consapevole di dover trovare in se stessa e nella memoria degli anni passati la forza per difendere il presentimento di una felicità prossima che sa di meritare.
La tela di Penelope, frutto di un’attesa condotta con femminile astuzia, passa da una mano di donna all’altra, trattenendone le memorie e raccontando altre storie.
Storie di donne che, eredi della forza di Penelope, quotidianamente si conquistano il privilegio di coprire con la volontà e l’azione lo spazio che c’è tra un giorno e un altro giorno, fra un anno e l’anno seguente.

 

4 febbraio 2005 Teatro dei Rassicurati, Montecarlo di Lucca (Lucca) per Fondazione Toscana Spettacolo

1 aprile 2005 Teatro del Costone (Siena)

29, 30 e 31 marzo 2005 Teatro Goldoni (Firenze)

11 maggio 2005 Fabbrica Europa_05 all’interno di “Linke Project” (Stazione Leopolda - Firenze)

18 maggio 2005 Festival Fuori Confine (Mestre) insieme alla Prima nazionale di Esquisses Giotto, coreografia di e con Susanne Linke

15 dicembre 2005 Teatro Goldoni (Firenze) all’interno del Progetto Susanne Linke 2003/2005

3 marzo 2006 Rassegna Corpi scoperti (direzione artistica Monica Casadei) Teatro Hopaltrove Genova

12 marzo 2006 all’interno di TOSCANA TEATRI DANZA Promozione Giovane Coreografia d`Autore a cura di ASSOCIAZIONE FABBRICA EUROPA, Teatro dei Leggieri San Gimignano (SI) nel Festival dei Leggieri Associazione Corsaro - Giardino chiuso

4 novembre 2006 all’interno del Festival Internazionale Nuova Danza di Cagliari

29,30 e 31 maggio 2007 all’interno di Looking for Art Festival Istituto Statale d’Arte di Firenze

Intense e convincenti le performance portate in scena al Goldoni Teatro di studio e creatività Successo per le quattro prime di artisti toscani

Momenti di grande intensità, di poesia autentica, quelli vissuti dal pubblico del Teatro Goldoni assistendo a Sequenza 3 - Seele, portato in scena da Versiliadanza (…) insieme ad ADARTE e Teatro Zemrude, sul progetto internazionale della coreografa Susanne Linke. (…) Una straordinaria profondità di contenuti presentata in un intelligente e complesso allestimento l'ha rivelata Penelope- Canti d'attesa di cui Paola Vezzosi (ADARTE) è autrice, coreografa e protagonista di grande presenza scenica e talento drammatico.(…). Si è spinta ben oltre già nella costruzione di una scenografia articolata ed elegante, perfettamente efficace che suggerisce ed evoca un percorso storico, umano, individuale per mezzo di un linguaggio squisitamente femminile. Un percorso che conduce attraverso la conflittualità e le lacerazioni dell'amore coniugale, attraverso lo strazio di inaccettabili compromessi, la protagonista intrappolata da un suggestivo, splendido abito da sposa divenuto stretto. Il sottile, raffinatissimo gioco di metafore si sviluppa e procede gradi conducendo lo spettatore in un vortice di emozioni, travolgendolo con immagini di irresistibile commozione. Delicate le note iniziali che creano un'atmosfera di romantica, struggente attesa - dolorosa ma mai rassegnata: un'attesa che si fa speranza mentre i movimenti (…) ne scandiscono il tempo. I ritmi diventano convulsi in un crescendo finale in cui ogni gesto (..) acquista un significato esistenziale e va a comporre nel quadro iniziale del telaio di Penelope il ritrovato equilibrio di questa figura femminile sospesa tra la realtà e il sogno, fragile ma unica nella sua eccezionale forza.

Rita Sanvincenti - Il Corriere di Firenze 5 Aprile 2005

 
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