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Il laboratorio ha cadenza settimanale ed è diretto a tutti
coloro che desiderino fare esperienza delle proprie
potenzialità creative attraverso una pratica cosciente del
movimento.
La prima parte del lavoro è dedicata a ristabilire un
contatto profondo dell’individuo con il proprio corpo. Il
processo passa attraverso l’educazione al movimento, la
coordinazione motoria, l’attivazione di connessioni corporee
atte a ristabilire una buona postura e l’allenamento fisico.
In questa fase l’esperienza diretta del patrimonio motorio
viene accompagnata da elementi di analisi del movimento
volti a far acquisire una piena coscienza del corpo e della
sua meccanica.
La seconda parte del lavoro è costituito
dall’improvvisazione come occasione di ricerca di un
linguaggio motorio personale e di sviluppo delle proprie
capacità creative ed espressive.
Attraverso l’improvvisazione si scoprono e si sperimentano
vaste gamme di qualità motorie, di possibili forme del
corpo, di relazioni con lo spazio e col tempo di rapporti
con la gravità e grande attenzione sarà data all’ascolto di
sé, dei cambiamenti espressivi del corpo e delle differenti
vibrazioni emotive che ne derivano. Nella fase avanzata del
laboratorio il lavoro si concentra su un tema particolare
che diventa oggetto di studio ed occasione di elaborazione
drammaturgica e composizione coreografica finalizzate a
realizzare un evento performativo da tenersi a fine anno.
Nel 2006 il tema scelto è stato la “Diversità” da cui è
scaturito “Fuori dal Coro”, studio per uno spettacolo
pensato per un “coro motorio” fatto di unisono e voci
dissenzienti, una comunità a cui ognuno vuole appartenere,
ma in cui nessuno si sente a casa. Attraverso
l’improvvisazione ed elementi di composizione coreografica,
le interpreti sono state coinvolte nel processo creativo ed
hanno svolto in prima persona un accurato studio sul tema
della diversità portando ciascuna all’interno del lavoro la
ricchezza del proprio mondo immaginifico. Lo spettacolo è
diventato lo specchio fedele delle modalità di svolgimento
del laboratorio, a cui, infatti, hanno preso parte persone
di diversa formazione e provenienza: da attori
professionisti a persone con esperienze teatrali, a chi
muove i primi passi nel teatro e nella danza. La scoperta e
la valorizzazione della componente creativa presente in
ognuno (obiettivo primario del laboratorio) è così stata
accelerata da una sorta di “proficuo contagio” delle varie
esperienze da cui le interpreti provenivano, testimonianza,
questa, di come il valore aggiunto scaturisca spesso dalla
convergenza delle diversità. |
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Lo
spettacolo è pensato per un “coro motorio” : la ricerca
dell’unisono e dell’uguale come scopo principale di ogni
attività. Una collettività che accoglie, contiene, trattiene
i suoi componenti in una ricerca continua di omologazione.
Ma sempre presente il desiderio di uscire dal coro che
stride con quello altrettanto sincero di essere accettato e
compreso.
La diversità: una necessità, un marchio o un segno di
riconoscimento della propria individualità?
L’uguaglianza: tensione verso una rassicurante ripetizione/replicazione
o sincera aspirazione ad un’unica grande Anima?
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